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- Le Ville del Lazio
 
   

Le ville classiche  
Da Plinio a Mecenate, da Orazio a Marziale, da Nerone a Adriano: tutti ambivano ad una residenza di campagna, la villa. Dagli altipiani di Arcinazzo alle coste di Sperlonga ed Anzio una serie di straordinarie testimonianze del lusso e della ricchezza delle antiche ville romane.
 
 
   
_ Novità!!!
L'Associazione Palladio di Roma ha programmato 4 escursioni in pullman organizzate nelle ville Romane del Lazio nel mese di Luglio 2007
 
<< Vai al programma delle escursioni
 
domenica 1° luglio 2007 ore 8.30
< La Villa di Orazio a Licenza
 
martedì 3 luglio 2007 ore 14.30
< La villa Romana della Posta Vecchia di Paul Getty
 
sabato 14 luglio 2007 ore 9.00
< La villa di Nerone ad Anzio
 
domenica 22 luglio 2007 ore 8.30
< La villa di Traiano ad Arcinazzo e la villa di Nerone a Subiaco
 
 
< Villa di Plinio a Castelfusano
 

Situato tra il parco di Castel Fusano e la tenuta di Castel Porziano, il complesso venne scavato nel 1713 ed identificato con la villa posseduta in questa zona e descritta da Plinio il Giovane. Le strutture sono datate dall’epoca giulio-claudia a quella di Antonio Pio. La parte meglio conservata della villa, ora distante 600 mt. al mare, appartiene al quadriportico cui si accede attraverso un arco in laterizio e pertinente al colonnato. Il peristilio con due giri di colonne, delimitava un giardino con vasca e ad una quota più alta la zona termale, con un pregevole mosaico con la raffigurazione di Nettuno. E’ possibile percorrere uno dei tratti più suggestivi della via Severiana, l’antica strada costiera regolarizzata da Settimio Severo.

...
   
<  Villa di Livia a Primaporta
 

Una delle ville più importanti di Roma. La storia della Villa di Livia è avvolta da una curiosa leggenda, ricordata nelle fonti letterarie di Plinio, Svetonio e Cassio. Un'aquila lasciò cadere sul ventre di Livia, terza moglie di Augusto e proprietaria della villa, una gallina bianca con un ramo d'alloro nel becco. Sotto il consiglio degli auspici, venne piantato l'alloro ed allevata la prole del volatile. Il ramoscello diede origine ad un grande bosco, dal quale gli imperatori prelevavano un piccolo ramoscello da tenere in mano durante le battaglie. Le piante inoltre appassivano in prossimità di eventi funesti ed erano quindi considerate profetiche. Nel 1863/64 su iniziativa di privati, si intrapresero i primi scavi che portarono alla scoperta della statua di Augusto (ora nei Musei Vaticani) e alcuni ambienti sotterranei comprendenti la sala dalle pareti affrescate con veduta di giardino. Nel 1973 la collina fu espropriata e destinata a parco pubblico, e solo nel 1982 si è ripresa l'esplorazione ed il restauro di quanto ancora rimaneva. Dalla villa provengono alcuni degli affreschi più rappresentativi dell’arte del decorare del mondo romano. Sono ancora in situ le ampie murature dell’intero complesso, grandi tratti di pavimentazioni decorate a mosaici e lacerti di affreschi originali.

 
   
<  Villa di Tiberio a Sperlonga
 

La villa risale alla tarda età repubblicana e venne ereditata da Tiberio dalla madre Livia, originaria di Fondi. I resti visibili consistono in numerosi ambienti disposti attorno a un vasto cortile porticato prospicienti le rive del mare; nella prima età imperiale venne aggiunto un portico a due navate. La struttura che suscita maggiore ammirazione è la spelunca - da cui deriva il toponimo Sperlonga -, una grotta naturale posta anch’essa sulla riva del mare, inglobata nella struttura della villa come teatro naturale. Qui sono stati rinvenuti i quattro celebri gruppi scultorei, definiti “l’Odissea di marmo”, rappresentanti le imprese di Ulisse. La grotta è costituita da una cavità principale, profonda 33 mt, il cui ingresso è preceduto da un grandioso bacino riempito d’acqua di mare, al centro del quale era collocato un padiglione con una cenatio, una sala da banchetti estiva. Il bacino comunicava con una piscina posta all’interno della grotta, dove era collocato il
gruppo scultoreo di Scilla. Dietro la piscina si apriva un grande salone utilizzato come triclinio. Sul fondo della grotta maggiore si apriva la parte più spettacolare del complesso: un podio a nicchie costituiva il pavimento interno; al di sopra scorreva un velo d’acqua che confluiva nella piscina circolare. Sullo sfondo era ricavata una nicchia, che ospitava il gruppo scultoreo più famoso, quello dell’accecamento di Polifemo da parte di Ulisse. Tutto il complesso mostra l’inclinazione di Tiberio verso la cultura ellenistica e la poesia omerica, passione che sicuramente concorse a far amare all’imperatore la villa della spelunca. Il Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga fu edificato per ospitare i monumentali gruppi scultorei rinvenuti nella Grotta aperta sul mare. Si sono identificati quattro gruppi principali raffiguranti le imprese di Ulisse: l’accecamento di Polifemo da parte dell’eroe e di alcuni compagni, l’assalto del mostro Scilla che attacca la nave di Ulisse e l’uccisione di sei compagni soffocati dalle spire serpentine, il ratto del Palladio dal tempio troiano di Atena da parte di Ulisse e Diomede, e infine Ulisse che trascina il corpo di Achille. La raccolta comprende altri pregevoli reperti riferibili all’apparato ornamentale della villa: accanto ad opere di intento celebrativo della gens Iulia, figurano immagini di divinità, esemplari di ritrattistica ed elementi decorativi databili soprattutto al I secolo d.C.

 
   
<  Villa di Traiano ad Arcinazzo
 

La grande villa imperiale di Traiano ad Arcinazzo è a pieno titolo inserita nell'elenco delle più belle dimore imperiali romane laziali. La posizione della villa si inserisce in un quadro urbanistico strategico, negli importanti altipiani di Arcinazzo ed importante nodo di comunicazione verso altri luoghi significativi della zona. L'area si compone di due grandi platee create alle falde del monte Altuino e rivolte verso gli Altipiani. Lungo la via Valeria- Sublacense è il terrazzamento inferiore a contrafforti in opus mixtum di grande impatto visivo lungo oltre150 metri ed ancora ma parzialmente interrato verso Ovest.

 
   
<  Ville di Nerone a Anzio
 

Questa vasta area archeologica che comprende anche un porto privato venne costruito dall'imperatore Nerone su un'area di oltre 35 ettari con ancora oggi visibili i due moli, l'area dei magazzini (noti come Grotte di Nerone) e i resti del palazzo, la Villa imperiale con un fronte di 780 metri sul mare. Il nucleo più antico risale all'epoca repubblicana (II sec. a.C.) con ampiamenti successivi d'età augustea, giulio-claudia, adrianea e severiana. Splendidi i resti di murature e delle pavimentazioni a mosaico dell'impianto termale del Calidarium e del criptoportico noto quale "Biblioteca di Domiziano". La villa ospitò molti imperatori e soprattutto a Nerone che vi nacquee al grande Publio Elio Adriano che la descrisse come uno dei luoghi più belli d'Italia. Qui vennero trovate durante scavi archeologici belle sculture quali "La Fanciulla d'Anzio", "L'Apollo del Belvedere", "Il Gladiatore Borghese".

 
   
<  Villa di Orazio a Licenza
 

La villa che fu del celebre Quinto Orazio Flacco si immerge nei boschi, così come il poeta la trovò quando gli venne donata da Cilnio Mecenate negli ultimi anni A.C.. La villa è composta da un solo livello con stanze articolate lungo un corridoio mediano e disposte intorno all’atrio e ad un peristilio. In epoca flavia venne notevolmente ampliato l'originario impianto termale con l’aggiunta di nuovi ambienti all’esterno del corpo principale della villa, tra cui è un ambiente ellittico, utilizzato quale ninfeo o come vivarium per l'allevamento dei pesci. La quota di calpestio della villa era sopraelevato rispetto al quadriportico con vasca, dove doveva sorgere un giardino con parterre dal disegno architettonico regolare. Nel piccolo annesso museo sono custoditi resti di affreschi e mosaici della villa di Orazio.

 
   
<  Villa dei Volusii a Fiano Romano  
 

Nel 1961 la Società Autostrade bloccava i lavori dell’Autosole, a Fiano Romano, di fronte a un ritrovamento di rara bellezza: la villa dei Volusii. La villa, datata tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C. sorge su uno sperone roccioso e consta di un giardino con peristilio e stanze dagli splendidi mosaici a disegni geometrici. E poi, motivi vegetali e uccelli, elmi e scudi a memoria della vita militare dei proprietari, un larario per il culto degli antenati.

 
   
<  Ville di Nerone a Subiaco
 
 

Laa villa che fu dell'imperatore Nerone venne costruita ai primi anni del suo regno e con buona probabilità doveva essere già terminata nel 62 d.C.. L'area scelta per la costruzione dell'edificio è ancora oggi di grande suggestione, tra laghi artificiali e boschi. L'impianto architettonico era costituito da diversi corpi di fabbrica separati ma simmetrici rispetto all'invaso d'acqua ma uniti tra loro dal ponte chiamato Marmoreo. L'estensione della villa era notevole e copriva oltre 65 ettari anche se oggi, in seguito alle campagne di scavo inisiate ai primi dell'Ottocento, ne risultano visibili o almeno indagati da un punto di vista archeologico solo una piccola parte.

 
   
  <  Villa di Domiziano a Castelgandolfo
   
 
La villa fu costruita riutilizzando parzialmente preesistenti ambienti di ville costiere d’epoca repubblicana, andando a costituire alla fine del I sec. d.C. uno tra i più vasti complessi residenziali imperiali del centro Italia. Caratteristica peculiare della villa è rappresentata dalle raffinate e complesse opere di ingegneria idraulica, come il porto-canale di Torre Paola e il complesso termale, con un sistema di cisterne di alimentazione. Dal complesso della villa di Domiziano provengono inoltre importanti reperti artistici come il famoso Apollo di Kessel ed il Fauno con flauto traverso, che ornavano gli ambienti residenziali e termali dell'insediamento imperiale. Ancora parzialmente sottoposta ad esplorazione e scavo, la villa è posta in una cornice ambientale di superbo valore. E' raggiungibile navigando con un battello attraverso il lago di Paola, salpando da Sabaudia e attraccando direttamente sulle banchine della villa, sulla sponda orientale del lago.
 
   
<  Villa di Adriano a Tivoli
 
 
Con ogni probabilità villa Adriana è la villa romana più famosa al mondo. Costruita poco distante dal centro abitato di Tivoli, la villa venne costruita su puiù antiche preesistenze. Voluta fortemente dall'imperatore publio Elio Adriano nella prima metà del II sec. d.C. e progettata dal grande architetto personale, Apollodoro di Damasco, venne costruita su colline, rilievi e piccole valli, perfettamente inserita nell'ambiente naturale. La villa si compone di distinte fasi ed ambienti architettonici, suddivisi in veri quartieri indipendenti. La planimetria della villa ruota su alcuni assi basati sulle corve di livello del terreno, con diversi momenti architettonici: fulcro principale della costruzione è il cosiddetto Teatro Marittimo, un cilindro aperto al cielo e circondato di acqua, attorno al quale si collegano gli ambienti delle Biblioteche culminanti verso est sugli hospitalia e, dal lato opposto, con il bacino idrico terrazzato del pecile. Altro grande momento è il ninfeo del Canopo, vastissima piscina un tempo porticata. Degne di nota per articolazione architettonica e decorazione artistica in mosaici, stucchi ed afreschi sono le Terme, il palazzo imperiale e la cosiddetta Dieta della Piazza d'Oro.
 
   
<  Villa di Cicerone a Formia
 
 
La villa che appartenne al grande oratore Marco Tullio Cicerone di Formia era senza dubbio la più grande e la più sfarzosa tra quelle possedute dal ricco e colto patrizio romano. Qui visse gli ultimi anni della sua vita, in esilio lontano da Roma, ove si spense nell'anno 43 a.C. La villa, oggi in stato di abbandono e degrado, si disponeva lungo il litorale laziale.
 
   
<  Villa di Domiziano al Circeo
 
 
La villa fu costruita riutilizzando parzialmente preesistenti ambienti di ville costiere d’epoca repubblicana, andando a costituire alla fine del I sec. d.C. uno tra i più vasti complessi residenziali imperiali del centro Italia. Caratteristica peculiare della villa è rappresentata dalle raffinate e complesse opere di ingegneria idraulica, come il porto-canale di Torre Paola e il complesso termale, con un sistema di cisterne di alimentazione. Dal complesso della villa di Domiziano provengono inoltre importanti reperti artistici come il famoso Apollo di Kessel ed il Fauno con flauto traverso, che ornavano gli ambienti residenziali e termali dell'insediamento imperiale. Ancora parzialmente sottoposta ad esplorazione e scavo, la villa è posta in una cornice ambientale di superbo valore. E' raggiungibile navigando con un battello attraverso il lago di Paola, salpando da Sabaudia e attraccando direttamente sulle banchine della villa, sulla sponda orientale del lago.
 
 
 


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