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- Villa Borghese  
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Voluta dal cardinal Scipione, villa Borghese è la più bella ed estesa di Roma e la più amata dai romani. Boschi, laghi, viali e il Belvedere del Pincio ne fanno una tappa obbligata di una visita nella Città Eterna. La galleria è una delle più importanti al mondo per qualità e quantità di opere conservate. Possibilità di visite al di fuori dell'orario di apertura al pubblico.oluta dal cardinal Scipione, villa Borghese è la più bella ed estesa di Roma e la più amata dai romani. Boschi, laghi, viali e il Belvedere del Pincio ne fanno una tappa obbligata di una visita nella Città Eterna. La galleria è una delle più importanti al mondo per qualità e quantità di opere conservate. La villa fu ampliata a partire dalla “vigna vecchia” della famiglia Borghese con l’aggiunta di alcune vigne adiacenti tra cui quelle dei Severoli e Attone nel 1606, e tra le ultime villa Graziani.
La risistemazione del complesso fu intrapresa da Scipione Caffarelli Borghese, cardinal nipote di Paolo V Borghese, nel 1608.
Il palazzo fu costruito da Flaminio Ponzio, alla cui morte nel 1613 subentrò Giovanni van Santen, detto Vasanzio o anche Giovanni Fiammingo. Gli architetti seguirono un gusto ancora tardorinascimentale. Il modello di riferimento costante è Villa Medici per la struttura e la ricca decorazione con marmi antichi all’interno di stucchi. Oggi i marmi sono stati quasi tutti asportati e sopravvivono a testimonianza dell’originale decorazione esterna solo alcuni stucchi e alcuni fregi.
L’edificio era su due tre piani di cui due principali più un terzo che copriva solo la parte centrale.
Inizialmente l’interno della costruzione era decorato solo da marmi policromi e colonne. Nel 1624-25 il Lanfranco fu chiamato ad affrescare la loggia tergale con un Concilio degli Dei.
Nel 1617-19 fu realizzata a sinistra del palazzo, oltre il giardino rettangolare, l’Uccelliera da Girolamo Rainaldi. Fu costruito in seguito un altro giardino e nel 1688 fu aggiunta una seconda uccelliera, o palazzina della Meridiana. A destra del casino fu edificato il piccolo teatro.
La chiusa era divisa in tre recinti.
Accedendo alla villa dal portale principale, ci si trovava in uno spiazzo semicircolare definito da siepi in cui si aprivano nicchie decorate da statue, da cui si procedeva per il viale principale parallelo alla facciata dell’edificio principale. Il viale poi piegava ad angolo retto conducendo alla costruzione.
A destra del portale, realizzato dal Ponzio, si trovava un padiglione ovale su pilastri (ancor’oggi esistente), decorato esteriormente da otto statue di animali in peperino, poste a coronamento dell’edificio, e all’interno gli affreschi con le Muse e il Convito degli dei, realizzati tra il 1617 e il 1618 da Archita Ricci.
I viali presero il nome dagli alberi che vi erano piantati o da edifici.
Numerose erano le fontane (di cui molte ancora esistenti) da cui sgorgava l’Acqua Felice, concessa da Paolo V nel 1611.
Il secondo recinto, a est del palazzo, fu piantato a “bosco grande” e il Rainaldi vi costruì il grande teatro all’aperto.
Il terzo fu lasciato “naturale”, con una vigna e un parco, popolato da varie specie animali. Tale recinto comprendeva anche la Villa Graziani, il cui casino nobile è oggi denominato “casino di Graziano”. Nella chiusa verso il Muro Torto si trovava anche una villa della “marchesa di Massa”, poi passata ai fratelli di Paolo V. La villa conservò le forme seicentesche sino al XVII secolo quando il principe Marcantonio V commissionò ad Antonio Asprucci il rifacimento del palazzo e della chiusa. Fu quindi chiusa la loggia del Lanfranco.
L’Asprucci procedette al riassetto e alla decorazione delle sale del palazzo coordinando un gruppo di artisti. Già al 1774 la volta del salone principale era stata affrescata dal siciliano Mariano Rossi con Mario Furio Camillo che rompe la pace con Brenno e con Marco Curzio che precipita nella voragine. La decorazione delle pareti dell’Asprucci risente ancora del clima rococò nonostante proponga già una composizione neoclassica.
La decorazione pittorica dei due piani fu proseguita per volere Camillo Borghese sotto la direzione del Canina facendo eco ai temi delle statue collocate nelle stanze. Nella sala con il gruppo di Apollo e Dafne del Benini, Marchetti e Angeletti realizzano Storie di Apollo.
Nel 1820 fu aggiunta la Villa Giustiniani al perimetro della chiusa. Qui, il Canina, per Camillo Borghese intraprese estesi lavori di ristrutturazione dei viali della villa e del loro collegamento con Villa Borghese e la costruzione della nuova entrata d’accesso da Porta del Popolo con i propilei. Nel 1807 Camillo Borghese aveva venduto i pezzi antichi alla Francia, rovinando così la decorazione esterna del palazzo.
Nel 1901 la villa fu acquistata dallo Stao e il palazzo fu adibito a Museo e Galleria e il giardino divenne pubblico.
Numerosi cambiamenti intervennero quindi a stravolgere l’aspetto antico della villa.

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info utili
 
< zona: ROMA CENTRO - Pincio  
< proprietà: STATALE  
< condizioni:OTTIME  
< visite guidate: SI  
< possibilità di pranzare: SI (Caffetteria)  
< possibilità di dormire: NO  
< possibilità di organizzare banchetti: NO  
< possibilità di organizzare meeting: NO  
< possibilità di organizzare cerimonie: NO  
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pubblicazioni  
titolo L'architettura di villa Borghese
autore  Beata di Gaddo
edizioni  Fratelli Palombi
anno  1997
pagine  220
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